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Le prossime mosse

Con Draghi basta Dpcm, intanto via al Milleproroghe: ecco tutte le novità

Spaccatura tra "aperturisti" e "rigoristi" a Draghi il difficile compito di trovare la quadra.

Con Draghi basta Dpcm, intanto via al Milleproroghe: ecco tutte le novità
24 Febbraio 2021 ore 12:27

Per gli italiani pandemia e Dpcm erano ormai un tutt’uno. La differenza, si sa è nei dettagli, e pare che il neo premier Mario Draghi intenda farla anche in tal senso. Prova ne è il suo primo provvedimento anti Covid: non più un Dpcm, bensì un decreto che prevede la proroga del blocco degli spostamenti tra Regioni (anche gialle) e il divieto di spostamento verso le abitazioni private per far visita ad amici e parenti, in zona rossa. Cosa significa nella pratica?


Draghi non balla da solo: addio ai Dpcm?

Il Dpcm – ovvero Decreto della presidenza del Consiglio – è di rapida emanazione, poiché dipende esclusivamente dalla volontà del presidente del Consiglio. I decreti legge, invece, sono provvedimenti collegiali, il cui contenuto è discusso e condiviso da tutta la squadra al governo. Entrano in vigore sostanzialmente subito con una durata di 60 giorni. Insomma la modalità dell’ex premier Conte di agire in piena emergenza “in solitaria” potrebbe non essere ricalcata dal suo successore, come ha dimostrato la scelta del suo primo decreto, collegialmente discusso.

Il virus corre: le prossime mosse

Chiarita la “forma”, passiamo alla sostanza. Nella serata di ieri, 23 febbraio, Draghi ha riunito ministri ed esperti del Cts e ISS nel tentativo di trovare una quadra tra “aperturisti” (fra cui il leader del Carroccio Matteo Salvini) e “rigoristi” in vista del nuovo provvedimento che dovrà sostituire il dpcm firmato da Giuseppe Conte in scadenza il 5 marzo.

Sorvegliate speciali le varianti del Covid: oltre il 30% delle infezioni in Italia è dovuto a quella inglese e a metà marzo sarà predominante in tutto il Paese, hanno spiegato gli esperti al premier. Senza contare il timore di una terza ondata: Guido Bertolaso si è detto convinto che a Brescia sia giunta. Spuntano a macchie le zone rosse e arancioni in tutto il Paese, per tentare di isolare i focolai.

Tra “aperturisti” e “rigoristi”

Secondo quanto trapelato in seguito al vertice di ieri sera gli esperti hanno frenato:

“Abbiamo rappresentato al presidente del Consiglio i dati e i numeri, noi siamo prudenti, ma non abbiamo descritto una situazione di catastrofe imminente”, ha detto Agostino Miozzo, coordinatore del Cts. Aggiungendo che non si è parlato di riaperture, per il momento.

Venerdì si attendono i dati del nuovo monitoraggio, cardinali per disegnare lo scenario imminente e i nuovi provvedimenti.

Oggi il ministro Roberto Speranza farà comunicazioni in aula alla Camera sulle nuove misure per il contrasto della pandemia. Si mira a definire il nuovo provvedimento, a Draghi il difficile compito di trovare un punto d’incontro fra le diverse posizioni dei partiti della sua maggioranza. Salvini avrebbe insistito con l’ex numero uno della Bce per scongiurare un’ipotetica zona arancione nazionale, puntualizzando l’opportunità di blindare esclusivamente le zone focolaio, dando ossigeno attraverso le riaperture delle attività commerciali nelle zone poco colpite.

“Abbiamo parlato di riaperture. Se c’è un problema a Brescia intervieni in quella provincia, non è che fai il lockdown nazionale da Bolzano a Catania. Dunque chiusure mirate e un ritorno alla vita. Se si può pranzare tranquilli, allora si può cenare tranquilli. Se i ristoranti sono sicuri a pranzo allora lo sono anche a cena. E la riapertura di teatri, cinema, realtà sportive, palestre e piscine è un ritorno alla normalità”.

Ad appoggiare il leader della Lega anche il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, che definisce “ragionevole” la richiesta. Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto recante “ulteriori disposizioni urgenti in materia di spostamenti sul territorio nazionale per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Covid-19” varato dal Consiglio dei ministri.

Milleproroghe 2021

Nella giornata di ieri c’è stato anche il via libera dell’Aula della Camera al cosiddetto decreto milleproroghe con 322 voti favorevoli, 2 voti contrari e 31 astenuti. Ad astenersi FdI per “profonda stima” verso il presidente Draghi. Il provvedimento, dopo il via libera della Camera, dovrà arrivare al Senato ed essere approvato definitivamente dal parlamento entro il primo marzo. Il pacchetto di misure varato dalla commissione Affari Costituzionali della Camera introduce numerose novità su diversi fronti.

CIG COVID: proroga al 31 marzo 2021 dei termini di decadenza per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale, collegati all’emergenza epidemiologica. Stesso termine viene fissato per la trasmissione dei dati necessari per il pagamento del saldo, scaduti entro il 31 dicembre 2020.

CARTELLE ESATTORIALI: prorogati al 28 febbraio 2021 alcuni termini per adempimenti di natura tributaria (notifica di cartelle esattoriali, termini di versamento derivanti da cartelle di pagamento, sospensione degli obblighi di accantonamento derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati dall’agente della riscossione su stipendi e pensioni).

BONUS VACANZE: prorogata al 31 dicembre 2021 della possibilità di usufruire del tax credit vacanze.

DIGITAL TAX: proroga del termine per il versamento dell’imposta sui servizi digitali, dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e quello di presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo al 30 aprile 2021.

MERCATO ENERGIA ‘PROTETTO’– Prorogato, dal primo gennaio 2022 al 1primo gennaio 2023, il termine di cessazione del regime di tutela del prezzo, per i clienti finali di piccole dimensioni nel mercato del gas. Prorogato anche il termine di cessazione dello stesso regime nel mercato dell’energia elettrica per le micro imprese e per i clienti domestici, dal primo luglio 2022 al primo gennaio 2023. E vengono prorogati, dal 2020 al 2021, gli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza non superiore a 300 kW, realizzati da imprenditori agricoli a servizio dei processi aziendali e con specifici requisiti.

TRIVELLE: Modificata la disciplina su prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi, fissando al 30 settembre 2021 il termine per l’adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Pitesai). Alla stessa data viene fissato il termine per la ripresa dell’istruttoria, in caso di mancata adozione del Pitesai, dei procedimenti di concessione sospesi e per la ripresa dell’efficacia dei permessi di prospezione e ricerca sospesi.

SISMA: differito, dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021, il termine entro il quale, nei territori dell’Italia centrale colpiti dagli eventi sismici a partire dal 24 agosto 2016, è possibile utilizzare le procedure derogatorie, previste per il deposito temporaneo delle macerie (provocate dai terremoti) e dei rifiuti (derivanti dagli interventi di ricostruzione). Stessa possibilità anche per il trattamento e il deposito dei materiali da scavo. E’ previsto un incremento di 180 milioni, per interventi su edifici danneggiati. Sarà inoltre possibile procedere all’affidamento diretto di lavori, servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, per importi inferiori a 150.000 euro, fino al completamento della ricostruzione.

RIFIUTI RADIOATTIVI: previsto il differendo da 60 a 180 giorni del termine per la formulazione, da parte di regioni e enti locali, di osservazioni sulla proposta di Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee alla localizzazione del Parco tecnologico annesso al deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, a partire dalla data di pubblicazione della stessa.

SCUOLE E STRADE: prorogati al 2021, alcuni termini in materia di programma pluriennale per potenziare gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale e per l’abbattimento delle barriere architettoniche a beneficio della collettività, nonché per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

UNIVERSITA’: In deroga alle disposizioni dei regolamenti di ateneo e delle altre istituzioni di formazione superiore, l’ultima sessione delle prove finali per il conseguimento dei titoli di studio relative all’anno scolastico 2019/2020 è fissata al 15 giugno 2021. E’ conseguentemente prorogato ogni altro termine connesso all’adempimento di scadenze didattiche o amministrative funzionali allo svolgimento delle stesse prove.

CAMPIONE D’ITALIA: introdotto un complesso di misure fiscali che comprendono l’ampliamento e la proroga al 2021 delle agevolazioni Irpef, Ires e Irap. Viene elevata la misura del credito d’imposta per gli investimenti effettuati a Campione d’Italia, che viene anch’esso prorogato al 2021.

PRECARI PA: prorogato dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021 il termine entro il quale deve essere maturato il requisito minimo dei tre anni di contratto (anche non continuativi, negli ultimi otto anni) presso l’amministrazione che procede all’assunzione diretta o che bandisce procedure concorsuali riservate. Un anno in più anche per la stabilizzazione del personale medico, tecnico-professionale e infermieristico presso gli enti ed aziende del Servizio sanitario nazionale (per il quale resta la possibilità di far riferimento, per il computo degli ultimi otto anni, alla data del 31 dicembre 2020).

ELEZIONI E REFERENDUM: proroga del termine per lo svolgimento delle elezioni degli organi delle città metropolitane, dei presidenti delle province e dei consigli provinciali; fino al rinnovo degli organi è prorogata la durata del mandato di quelli in carica. E’ inoltre differito al 30 giugno 2021 il termine per l’adozione del decreto ministeriale, volto a disciplinare le modalità attuative di utilizzo del Fondo per l’introduzione in via sperimentale del voto elettronico. Per quanto attiene infine le vidimazioni dei fogli recanti le sottoscrizioni per la presentazione dei progetti di legge di iniziativa popolare, la relativa validità è prorogata fino a 6 mesi a decorrere dalla cessazione dello stato di emergenza nazionale.

DETENUTI: prorogata al 30 aprile 2021 l’efficacia di alcune norme speciali, dettate per fronteggiare l’emergenza sanitaria negli istituti penitenziari. Si tratta delle disposizioni relative all’ammissione al regime di semilibertà, alla concessione di permessi premio e alla esecuzione domiciliare della pena detentiva non superiore a 18 mesi.

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