Video sconcertante

Bulli provocano i poliziotti solo per diventare “famosi” su Instagram

Il sindacato di Polizia: "Immagini postate in rete per strumentale ricerca di visibilità, per conseguire la quale non hanno esitato a provocare momenti d’inaudita violenza in danno di lavoratori colpevoli solo di indossare un’uniforme".

28 Giugno 2020 ore 12:34

Se la sono andata a cercare. Ma non è una frase fatta: in questo caso, consapevolmente un gruppo di giovani s’è messo a provocare due poliziotti in stazione a Peschiera, sul lago di Garda in provincia di Verona. Sberleffi durante i video-selfie, poi insulti, urla, persino un concitato corpo a corpo conclusosi col fermo del più scalmanato della cricca. Bene, ma tutto questo perché? Non ci crederete, ma è stato tutto pianificato con l’unico scopo di postare poi su Instagram il racconto della “impresa”, sperando di diventare in qualche modo “famosi” nell’underground dei frequentatori del social network.

Provocano i poliziotti per diventare “famosi”

Da Prima Verona

Che un ragazzino pensi di provocare un adulto, per di più un poliziotto, è già di per sè sconcertante. Se già siete al “Ma dove siamo arrivati”, lo sconcerto non può che aumentare, pensando che tutto questo sia stato fatto per una ragione tanto stupida.

Il “branco” formato da ragazzi tra i 19 e i 20 anni provenienti dalla provincia di Brescia è entrato in azione nel pomeriggio di domenica 21 giugno 2020: hanno deciso di provocare due agenti della polizia ferroviaria alla stazione di Peschiera del Garda e il tutto è stato registrato con lo smartphone e pubblicato nelle stories di Instagram da parte di uno dei ragazzi, che dapprima inquadrava gli agenti dicendo loro di muoversi e successivamente riprendeva altri giovani che hanno dato il via a una colluttazione.

GUARDA IL VIDEO:

Un secondo video in caserma

Lo stesso giovane ha poi deciso di girare un altro video mentre si trovava nella caserma della Polfer dove s’è inventato d’essere stato preso di mira per razzismo:

“Polizia dai, sono in caserma da tre ore, il treno arriva tra due minuti. Mi hanno placcato in due, sono il solito marocchino qua dentro, io ho sempre torto”.

Serve un intervento legislativo

Sulla questione interviene il Siulp Verona (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia Verona) che suggerisce di pensare, senza ulteriori indugi, ad un immediato intervento legislativo a tutela degli operatori delle Forze dell’Ordine. A tal proposito, il segretario generale provinciale, Davide Battisti ha affermato:

“Quanto accaduto nella serata di ieri alla stazione ferroviaria di Peschiera del Garda, segna – una volta ancora – l’arretramento dello Stato di fronte ad assurde ed inqualificabili forme di aggressione in danno del personale in divisa. Un gruppo di ragazzi in attesa del treno ha ben pensato di agire artatamente, al solo fine di generare lo scontro con i poliziotti in servizio di vigilanza allo scalo ferroviario, dapprima utilizzando il pretesto di alcune riprese (peraltro illegittime) operate nei confronti degli operatori della Polizia di Stato per poi, una volta sottoposti alla richiesta di fornire le proprie generalità, porre in atto una mirata serie di atti di violenza nei riguardi degli agenti, finendo per fronteggiarli fisicamente e cagionando lesioni agli stessi che, solo grazie alla pluriennale esperienza e professionalità, hanno evitato che il vergognoso predeterminato assalto ordito da questi annoiati adolescenti in cerca di emozioni, degenerasse con ulteriori e peggiori effetti. Conseguenze che, come più volte il SIULP ha denunciato anche a livello nazionale, nella quasi totalità dei casi vedono, tra l’altro, i poliziotti costretti a ricorrere di tasca propria alle cure e terapie necessarie perché, diversamente dagli altri lavoratori, non hanno una copertura sanitaria che copra le spese mediche per gli infortuni occorsi in servizio”.

Momenti di violenza…in cambio di visibilità

Il segretario Battisti ha poi concluso:

“Ne va dell’autorevolezza delle Istituzioni, che non possono permettersi d’indietreggiare rispetto ad assurde forme di degenerazione come quelle viste ieri sera, riprese dagli stessi responsabili con i loro smartphone ed immediatamente postate in rete, a riprova della strumentale ricerca di visibilità per conseguire la quale non hanno esitato a provocare momenti d’inaudita violenza in danno di lavoratori colpevoli solo di indossare un’uniforme. Non ci pare il caso di incoraggiare simili intemerate, rimettendo a discutibili interpretazioni giurisprudenziali il giudizio sul disvalore di tali aberranti condotte. Auspichiamo che, proprio grazie a quelle stesse immagini, gli investigatori individuino l’intero gruppo di facinorosi che, evidentemente, ritiene legittimo aggredire deliberatamente chi rappresenta lo Stato. Una perversa mentalità che è opportuno stroncare prima che la logica del branco, dietro cui costoro si fanno scudo per assicurarsi l’impunità, possa produrre ulteriori ed assai più gravi conseguenze. “

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