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Pollini e spore fungine: riparte il monitoraggio in Veneto

I dati dei campionamenti andranno a popolare, oltre al sito Arpav, anche quello della rete nazionale “POLLnet”.

Pollini e spore fungine: riparte il monitoraggio in Veneto
Glocal news 16 Febbraio 2021 ore 17:14

In vista della primavera si dovrà fare i conti con i pollini. E quale sarà lo scenario in tutto il Veneto? Ecco quello che c’è da sapere.

Pollini e spore fungine

Da un primo confronto fra i dati dell’inizio del monitoraggio del 2020 e quelli del 2021, si nota, in tutte le stazioni, la presenza prioritaria del polline di nocciolo (Corylus avellana L.) della famiglia delle Corylaceae in entrambi gli anni, ma la sorpresa si manifesta leggendo le concentrazioni.

Nel 2020, nello stesso periodo, le quantità erano già elevate, mentre nel 2021 questo tipo di polline si è timidamente presentato in atmosfera, complici le condizioni meteorologiche, in particolare le basse temperature e le precipitazioni abbondanti (pioggia e neve).

Lo stesso comportamento si è verificato per altri due tipi di polline caratteristici di questo periodo: l’ontano (Alnus sp. Mill.) della famiglia delle Betulaceae e il cipresso (Cupressus sp. L.) della famiglia delle Cupressacee. Per le spore fungine, si rilevano concentrazioni molto basse di Alternaria.

Cosa ci aspetta

Con l’avvicinarsi della primavera, e quindi di temperature più miti, ci si attenderà una concentrazione maggiore dei pollini sopra descritti e una presenza di altri tipi, caratteristici di questa stagione.

ARPAV effettua il monitoraggio di pollini e spore fungine. allergenici aerodispersi da metà gennaio a metà novembre con cadenza settimanale. I dati sono rilevati da stazioni captaspore installate presso presidi ospedalieri o sedi di amministrazioni pubbliche a copertura dell’intero territorio veneto.

I dati sono espressi in granuli di polline, o numero di spore fungine, per metro cubo di aria. La concentrazione di pollini/spore presenti nell’aria è rilevata con frequenza giornaliera da stazioni meccaniche. Ogni settimana vengono emessi bollettini di sintesi integrati dal commento del medico allergologo.

Qui tutte le informazioni delle stazioni venete nelle sette province.

I pollini

I pollini sono la struttura della pianta contenente gli organi maschili preposti per la riproduzione (gameti) che hanno il compito di fecondare l’ovulo contenuto nei fiori, così come avviene con gli spermatozoi nelle specie animali. Alcuni pollini possono essere responsabili di disturbi allergenici.

Essi sono prodotti da piante anemofile, che affidano, cioè, il loro polline al vento, perché raggiunga i fiori e le piante lontane anche decine di chilometri. I pollini hanno un diametro perlopiù inferiore ai 40-50 millesimi di millimetro e sono quindi invisibili ad occhio nudo. Alcuni sono relativamente pesanti e possono essere ritrovati in un raggio di poche decine o centinaia di metri dalle piante da cui sono prodotti; altri, trasportati dal vento, possono raggiungere grandi distanze.

I pollini compaiono in periodi ed in quantità differenti e la loro presenza dipende dalle caratteristiche climatiche e meteorologiche delle diverse località. I principali fattori meteorologici che influenzano il trasporto del polline dalla pianta al luogo di arrivo – lo stigma di un fiore, il terreno, l’acqua e la mucosa nasale – sono la temperatura, il vento, la turbolenza, l’ insolazione e la pioggia.

I più importanti pollini allergenici provengono da piante erbacee (Graminacee, Composite, Urticacee) e da alberi (nocciolo, betulla, olivo, cipresso, carpino). In particolare, nelle regioni settentrionali, le Graminacee spontanee sono tra le maggiori responsabili delle allergie che si manifestano in primavera-estate, periodo in cui liberano innumerevoli minuscoli granuli di polline.

Cosa provocano

Il polline contiene particolare sostanze, dette antigeni che stimolano il sistema immunitario a produrre particolari anticorpi, le immunoglobuline della classe E(IgE). L’incontro tra antigeni e anticorpi IgE dà inizio ad una complessa serie di fenomeni che conduce alla reazione allergica.

Compaiono cosi i sintomi della “pollinosi”: lacrimazione, prurito arrossamento delle congiuntive, starnuti ripetuti, prurito al naso, secrezione acquosa abbondante e congestione con sensazione di naso chiuso.

Le spore fungine

I funghi sono organismi eterotrofi: si nutrono, cioè, della materia organica proveniente dal ciclo vitale di altri organismi vegetali o animali, la decompongono e la restituiscono al terreno o all’acqua sotto forma di materiale inorganico. L’elevata resistenza alle condizioni ambientali più estreme (-6°, +50° C) o ad ambienti chimici sfavorevoli ne consente una larga propagazione.

I funghi, come le piante, sono provvisti di strutture necessarie alla loro riproduzione: le conidio spore (più comunemente chiamate spore). Queste piccole particelle di forma sferica si staccano dal micelio (insieme di sottili filamenti che costituiscono il corpo del fungo) disperdendosi nell’aria.

L’Alternaria è il genere di maggiore interesse clinico e ambientale, perché le sue spore possono essere presenti durante tutto l’anno: da giugno a novembre e con una massima emissione nel periodo estivo e autunnale.

I funghi si diffondono, su derrate alimentari mal conservate, su cuoio e imbottiture, su manufatti in gomma e su materiali sintetici, sui filtri dei condizionatori d’aria e termoconvettori, su pareti e pavimenti umidi.

Cosa provocano

I funghi liberano delle micotossine, sostanze che provocano irritazione ad occhi, naso, faringe, e sono causa frequente di cefalea, astenia, tosse secca, prurito, asma e altre acute difficoltà nella respirazione.